Indice
Bibliografia
Chi siamo
Conferenze
Consulenza
Convegni
Corsi
Esperimenti
Metapedia
Pubblicazioni
Ricercatori
Storia
Link Ricercatori
Canale YouTube AISM-Metapsichica. Vedi video ultime conferenze!
S.O.S. TELEPATIA  -  BLOG DEL PRESIDENTE DI A.I.S.M.  -  DOTT.GIORGIO COZZI
LABORATORIO INTERDISCIPLINARE DI RICERCA BIOPSICOCIBERNETICA
Psichica - Scienza della Mente - Sito di Massimo Biondi e Giovanni Iannuzzo
PSYCHOMEDIA - Salute Mentale e Comunicazione - Il Primo Portale Italiano di Psichiatria  Psicologia  Psicoanalisi  Psicoterapia - On-line dal 25 Gennaio 1996
Fondazione Biblioteca Bozzano-De Boni


La Ricerca Psichica
Corso di parapsicologia


Dott.Felice Masi

A.I.S.M.  Associazione  Italiana  Scientifica  di  Metapsichica
Già Società Italiana di Metapsichica (S.I.M.) fondata a Roma il 26 maggio 1937 dai dottori
Emilio Servadio, Ferdinando Cazzamalli, Giovanni Schepis e Luigi Sanguineti. La parapsicologia (raramente detta metapsichica) è la disciplina che si propone di studiare con metodi scientifici tre categorie di fenomeni anomali: poteri psichici, interazione tra mente e materia e sopravvivenza alla morte. La parapsicologia non è lo studio di ogni fenomeno paranormale, nonostante si occupi di dimensioni e di fenomeni inerenti a processi estranei alle comuni e note leggi fisiche e alle esperienze sensoriali, ma comunque attribuibili alla psiche dell'uomo.

ASSOCIATINewsArea-Riservata
HomeArchivio NewsArticoli NewsConferenzeRicercaMisteriSede-ROZZANO.MIBIBLIOTECA
RicercaRicerca AvanzataVersione stampabile
Psicologia e maieutica. Siamo ormai ad una scissione

Fonte: vertici.com

Psicologia e maieutica. Siamo ormai ad una scissione
 di Rolando Ciofi

Quando si perde una battaglia occorre anzitutto avere l'onestà intellettuale di ammettere la sconfitta. Bene. Così è andata, per me e per quella parte della psicologia professionale italiana che ritengo di rappresentare, con la sentenza n. 14408 del 11 aprile 2011 sulla psicoanalisi laica. Non è la prima battaglia persa. C'è stato il passaggio della vigilanza sull'Ordine degli Psicologi dal Ministero della Giustizia a quello della Salute, c'è stato il caso dell'Accademia medica che pone sotto la propria ala l'Accademia psicologica. Ormai è un trend.

Non è mia intenzione qui entrare nei dettagli. Le Istituzioni vanno rispettate. Se la magistratura decide che la psicanalisi è una psicoterapia medica occorre prenderne atto. Lo stesso vale quando Parlamento o CUN assumono decisioni rilevanti per la professione o per la disciplina.

Dunque con sempre maggiore chiarezza la psicologia è una questione sanitaria. E sanitaria significa, anche nel linguaggio usato dalla Cassazione, di impronta inequivocabilmente medica.

Ecco le parole precise della Cassazione:
Né può ritenersi che il metodo "del colloquio" non rientri in una vera e propria forma di terapia, tipico atto della professione medica, di guisa che non v'è dubbio che tale metodica, collegata funzionalmente alla cennata psicoanalisi, rappresenti un'attività diretta alla guarigione da vere e proprie malattie (ad es. l'anoressia) il che la inquadra nella professione medica.
Io non mi riconosco nella psicologia come così la si va disegnando. Con me non si riconoscono in questa visione molti colleghi.

Sono un gestaltista. Il mio modello di psicologia è quello umanistico. Il mio concetto di salute è olistico, sempre di salute parlo, ma non è la salute così come la intende un medico. Analogamente se parlo di clinica di un'altra clinica si tratta rispetto a quella medica. Credo inoltre che ci sia una terapia non clinica. Che non abbisogna del passaggio lineare anamnesi, diagnosi, trattamento. Nel racconto della storia, unica, di un soggetto al suo terapeuta, si forma concordemente la diagnosi che è, se condivisa, al contempo terapia. L'antiquato concetto di consapevolezza insomma per me ancora ha il suo fascino. E ancora credo che ogni soggetto sia unico, ed indebita ogni generalizzazione. E che nessuno psicoterapeuta "curi" attraverso "ricette" "trucchi" "tecniche" "protocolli". Credo che la "cura" psicologica sia questione di relazione, all'interno della quale certo hanno un ruolo sia i fenomeni transferali che quelli di setting. Ma i fenomeni transferali e di setting hanno un ruolo in tutte le relazioni umane, la differenza è che gli psicologi e tutti quegli operatori che vi si richiamano, ne hanno contezza.

Credo altresì che la ricerca, rigorosa e scientifica, sia utilissima. Ma che questa stia alla terapia come la critica sta all'arte. Non vi può essere arte senza critica severa, ma raramente i critici sono anche artisti.

Siccome la psicologia Italiana ha ormai imboccato la strada della medicalizzazione (guidata da un sindacato che da questo fenomeno ha da guadagnare la parificazione del trattamento tra psicologi e medici all'interno dei servizi pubblici), io che non lavoro nel pubblico, sono disposto a lasciare sul campo il mio titolo. Che gli psicologi diventino dei paramedici, se così fa loro piacere. Per quanto mi riguarda faccio fatica a considerarmi psicologo quaqndo allo psicologo si vogliono dare tali connotati. Mi inventerò un nome nuovo pur rimanendo (poichè così mi obbliga la legge, per ora) all'interno della stessa comunità.

Comunità dalla quale al contempo ritengo ormai inevitabile, mantenendo intatti i diritti derivanti dalla mia storia, dai miei titoli, dal mio percorso, separarmi, divorziare. Il problema è che per siffatto divorzio non esistono ancora le procedure. Occorrerà allora lavorare per costruirle tali procedure.

Non ho nulla a che vedere con un Ordine Professionale al quale devo per legge essere iscritto ma dal quale non mi sento minimamente rappresentato. La psicologia, subito un gradino sotto la filosofia (sotto nel senso che maggiormente collegata al pragmatico) è cultura, ovvero una scienza umana, subito un gradino sopra (sopra nel senso che si occupa del soggetto nella sua globalità) della medicina che è tecnica. Una psicologia che diventi tecnica ammette il "terzo", la parte malata, che giustifica appunto le tecniche intervenienti sul nucleo scisso dall'insieme. Quando vedo un cliente non vedo una parte malata, vedo il cliente, nella sua unicità, nella sua soggettività... e non ci sono protocolli che mi aiutino nè atti tipici che mi abilitino.

E allora chiamatemi maestro, chiamatemi poeta od artista, chiamatemi maieuta, ma per carità basta, non chiamatemi psicologo. Ho questo ultimo titolo poichè ne ho diritto, ma in questa situazione mi infastidisce usarlo. Non trovo né illegittimo né insensato il fatto che la maggioranza del mondo della psicologia professionale abbracci con decisione un modello "scientifico". Nella storia delle nostre discipline, sin dagli esordi, si sono contrapposti e scontrati il modello "scientifico" e quello "umanistico". Il dramma di oggi è che il primo, politicamente più forte, sta "strozzando" il secondo.

Rivendico alla psicologia come io la intendo, come disciplina di area vasta, l'arte maieutica. Ovvero quella per cui attraverso il dialogo, le verità sedimentate nella coscienza vengono portate alla luce e palesate dagli interlocutori con i propri mezzi in ragione dei passaggi logici propri del discorso.

E se essendomi ridefinito maieuta ed essendo almeno da un punto di vista nominale uscito da una comunità asfittica mi guardo intorno, mi ritrovo ad appartenere ad una comunità professionale ben più vasta di quella degli psicologi (o di quella medico-psicologica). Sì perché comprende oltre un milione di soggetti, insegnanti, filosofi, pedagogisti, counselor, psicoanalisti laici, mediatori, coach, consulenti matrimoniali e familiari, sino ad arrivare perché no ai consulenti spirituali.... Questa la mia grande famiglia all'interno della quale certo ho le mie specificità, di percorso, di studi, di attitudini, con la quale però condivido una visione dell'essere umano e della sua "salute". "Salute" che è nella disponibilità e nella responsabilità del soggetto, "salute" non delegabile rispetto alla quale il tecnico è strumento e non agente primario.

Dunque identificandomi con questo mondo più che con la corporazione alla quale mi tocca di appartenere, lancio ai miei colleghi, ma non solo ai miei colleghi, ma anche a tutti coloro che appartenendo al mio modello culturale di riferimento intendono appoggiarmi, una proposta semplice: divorziamo. Da una parte la psicologia delle ASL, la psicologia che insegue il modello medico. Dall'altra parte la psicologia del modello maieutico, umanistico.

Attenzione, troppo facile dire se vuoi andare vattene. Il divorzio è una cosa seria. Si discute in Tribunale.

E il nostro Tribunale sarà il Parlamento che è deputato a legiferare. La legge 56/89 è arrivata ormai a capolinea. La sua interpretazione ha portato ad una insanabile spaccatura. Anziché unificare una disciplina sul piano professionale ha creato i presupposti per una definitiva scissione. E dunque, dal mio punto di vista almeno, che si cominci a parlare di un superamento di tale legge.

Vi sono due misure semplici che possono essere assunte e che possono dare spazio, ugualmente dignitoso, alle due diverse anime della psicologia professionale italiana.

1. Abolizione dell'Ordine degli Psicologi e sua trasformazione in Associazione. Gli psicologi potranno così scegliere liberamente l'ambito culturale e professionale all'interno del quale inserirsi.

2. Statuto autonomo, associativo, (così come nella maggior parte degli Stati Europei) della psicoterapia. Gli psicoterapeuti, liberi dalla sudditanza politica nei confronti di medici e psicologi, potranno così autonomamente definire la loro professione.

Del resto che si stia arrivando ad una faticosa riforma delle professioni intellettuali è un fatto. Cogliamo l'occasione per chiedere, all'interno di tale riforma, la rivisitazione della legge 56/89.


titolo: Psicologia e maieutica. Siamo ormai ad una scissione
autore: Rolando Ciofi
argomento: Professione
fonte: Movimento Psicologi Indipendenti
data di pubblicazione: 04/05/2011



 

 

RINNOVA L'ISCRIZIONE ... DIVENTA SOCIO A.I.S.M.

Home
Home
Contatti
Contatti
Info
Info



diventa socio aism

Lingua
News Conferenze
Programma Conferenze AISM Rozzano Primavera 2019
La Rivista
Disponibile la nuova edizione della rivista Metapsichica Anno 2018 - Vol. 51
News Articoli
VIAGGIO NELLA MEMORIA
di Giorgio Cozzi
UNA NUOVA VIA PER LA RICERCA PSICHICA
di Giorgio Cozzi
E SE IL NOSTRO UNIVERSO FOSSE SOLO UNO DEI TANTI?
di Sergio Ragaini
LA POTENZA DELLA PREGHIERA SULLA SALUTE
di Elena Greggia
COSMOS
di Giorgio Cozzi
I SEGRETI DELLA GRANDE PIRAMIDE
di Giorgio Cozzi
GLI INFINITI SPAZI DELLA MENTE
di Giorgio Cozzi
UNO, CENTOMILA E OLTRE
di Giorgio Cozzi
E SE TUTTO FOSSE GIÀ SUCCESSO?
di Giorgio Cozzi
I ROBOT LEGGONO NEL PENSIERO?
di Giorgio Cozzi
LA MENTE PUÒ INFLUIRE SULLA MATERIA?
di Giorgio Cozzi
L’UOMO A TRE VELOCITÀ
di Giorgio Cozzi
LA INFOVISIONE
di Giorgio Cozzi
DIALOGO IMPROBABILE CON MARCO MARGNELLI
di Patrizia Gioia
DUE GRANDI DELLA PSICOLOGIA TRANSPERSONALE: GROF E ROQUET
di Bruno Severi
MATERIALIZZAZIONI DI CORPI SPIRITUALI.
di Salvatore Capo
POLTERGEIST: IL RITORNO DEI GHOSTBUSTERS
di Giorgio Cozzi
TELEPATIA: LE SPIEGAZIONI SCIENTIFICHE
di Sergio Ragaini
TELEPATIA PER DUE
di Giorgio Cozzi
NUOVI ORIZZONTI PER CIECHI O IPOVEDENTI. LA MENTE PERCETTIVA
di Elena Greggia
Server di Posta RISERVATO al direttivo di AISM associazione italiana scientifica di metapsichica

AISM associazione italiana scientifica di metapsichica

Sede legale: Via Domenichino, 12 - 20149 Milano c/o I.S.O.Srl Interventi Socio Organizzativi
 Sede operativa: via Garofani 21, 20089 Rozzano (MI) c/o Casa delle Associazioni

Incontri: tutti i lunedì dalle 15,00 alle 17,30

segreteria.aism@metapsichica.net 
TEL +39 3477223290  FAX +39 0293667105
design
e sviluppo by AISM
webmaster@metapsichica.net


Un ringraziamento particolare a Media10.it senza il cui supporto e contributo questo sito non avrebbe mai visto la luce.