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La Ricerca Psichica
Corso di parapsicologia


Dott.Felice Masi

A.I.S.M.  Associazione  Italiana  Scientifica  di  Metapsichica
Già Società Italiana di Metapsichica (S.I.M.) fondata a Roma il 26 maggio 1937 dai dottori
Emilio Servadio, Ferdinando Cazzamalli, Giovanni Schepis e Luigi Sanguineti. La parapsicologia (raramente detta metapsichica) è la disciplina che si propone di studiare con metodi scientifici tre categorie di fenomeni anomali: poteri psichici, interazione tra mente e materia e sopravvivenza alla morte. La parapsicologia non è lo studio di ogni fenomeno paranormale, nonostante si occupi di dimensioni e di fenomeni inerenti a processi estranei alle comuni e note leggi fisiche e alle esperienze sensoriali, ma comunque attribuibili alla psiche dell'uomo.

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Metapsichica 1996

 

Summary:
Basic Principles of “Psicomiletica

The author outlines the principals of an advanced method of scientific parapsychology based on the depth psychology and the science of communication (“psicomiletica” means in fact communication with the unconscious).
The main ESP phenomena like telepathy, clear-sightedness and precognition, as well as PK phenomena are brought back to one only origin: a primary unconscious pulse named communication factor.
 
 

Psicomiletica è identità scientifica e non spiritica

La psicomiletica è un modello scientifico avanzato della “parapsicologia scientifica” di cui potrebbe assumere l’eredità considerato il suo progressivo tramonto. La ragione che conduce a questo progetto è duplice:
? da una parte è la constatazione che il termine “parapsicologia” è nato come compromesso storico fra interpretazione scientifica e spiritualistica del fenomeno paranormale. Perciò non ha mai potuto assumere il ruolo di scienza “autentica” che presuppone uno sganciamento assoluto fra credenze religiose e scienza. Molti, troppi “parapsicologi” erano in effetti alla ricerca di una “prova” personale di comunicazione con defunti o un mondo sovrasensibile di “maestri”. Cosa che deborda dall’oggetto della scienza.
? dall’altra è che in questa commistione la parapsicologia è “oggi” il punto più debole e lo spiritismo, lo spiritualismo newageniano, i professionisti dell’occulto ormai hanno preso in ostaggio la parapsicologia e la usano per presentarsi come filone “scientifico”, vale a dire: vogliono usare la parapsicologia come mezzo per dimostrare la sopravvivenza. Oggi i rappresentanti del filone newageniano si dichiarano “parapsicologi” e “non spiritisti”. La scienza non può accettare simili compromessi da chi, fino a ieri, si è dedicato alle sedute medianiche, con scrittura automatica o con l’uso del registratore, fideisticamente; comunque l’interpretazione spiritualista non interessa la scienza.
Chi oggi propende per un’interpretazione spiritica o magica può abusare del termine “parapsicologo” ma non può ne potrà mai definirsi “ricercatore di psicomiletica” (a meno di non assumersi anche automaticamente la patente di cialtrone) perché psicomiletico sottintende una connotazione ben precisa e inconfondibile di scientificità.
Infatti la psicomiletica, il cui modello, in base alla psicologia del profondo e alla moderna scienza della comunicazione, ho presentato nei miei libri, è rigorosamente scientifico; vale a dire che esclude ogni interpretazione culturale, cioè: sia magica, sia spiritica, sia spiritualistica e anche religiosa. L’autore di queste righe è cattolico praticante e, proprio in quanto tale, dà un taglio netto ad ogni confusione. Essendo l’autore convinto che la scienza, per essere veramente tale, non possa andare contro Dio e anzi che il ricercatore non possa non essere sottomesso a Dio (in quanto questo è Creatore di tutto), si sente anche in dovere di difendere ogni tentativo di strumentalizzare un fenomeno “naturale”, come quello psicomiletico, contro tutte le interpretazioni spiritualiste.
Essendo l’essenza del fatto paranormale il comunicare, ho assunto il vocabolo greco omileo, che vuol dire comunicare, ed essendo questa comunicazione attuata a livello inconscio, cioè attraverso la psiche, avremo, come risultato, che il termine psicomiletica significa comunicare con la psiche inconscia.

IL FATTORE DI COMUNICAZIONE

La molteplicità dei casi pratici porta a distinguere teoricamente fra telepatia, chiaroveggenza, precognizioni e psicocinesi che, in effetti, possono essere riassunti in un legame che è territorio comune di tutti questi fenomeni.
Questo “legame” si individua nel fatto che l’essenza del fatto psicomiletico è la comunicazione inconscia di un messaggio che sale alla luce della coscienza con diverse metodologie quali: la percezione mentale, l’allucinazione, l’azione sulla materia. In questo ambito ho individuato un “comune denominatore” di tutta la fenomenologia psicomiletica per quanto riguarda lo spazio. Sembra paradossale includere la precognizione, che riguarda il fattore tempo, in un ambito spaziale. Tenterò di riassumerlo più avanti, anche se sono conscio che sintetizzare un pensiero già sintetico è impresa ardua.
Ogni fatto psicomiletico ha una ”causa” che ha ben salde radici nella nostra vita: Queste sono date dagli stimoli dell’esistenza, cioè da fatti significativi che possono “innescare” una comunicazione inconscia. Questi fatti sono l’interesse personale, l’emotività propria del soggetto, le situazioni con componenti emozionali transitorie, i traumi, gli stati conflittuali psicotici e nevrotici, lo stato di pericolo e di morte, i vincoli di affettività, i rapporti di amicizia e di parentela, gli ambiti culturali mistici, magici, spiritici con componenti conflittuali.
Lo “stimolo esistenziale” è perciò un fatto concreto della vita che ha la prima origine nell’Io cosciente. Da questo “stimolo” della vita cosciente scaturisce un riflesso nel nostro inconscio che costruisce delle motivazioni profonde cioè gli psicodinamismi che si traducono concretamente in un impulso originario inconscio che genera la comunicazione inconscia o fatto psicomiletico.
Questo impulso originario inconscio, che denomino fattore di comunicazione (F. di C.) è quello che scaturisce in assenza della volontà cosciente e che produce il fatto psicomiletico che così viene ad avere un’unica causa. Cade così la distinzione in telepatia, chiaroveggenza, precognizione, psicocinesi che rimane solo per indicare una diversa manifestazione dello stesso fenomeno.

ANIMA SPIRITUALE E ANIMA PSICOLOGICA

La scienza ha individuato la psiche cosciente e inconscia protagonista della vita terrena, delle sensazioni, dei linguaggi simbolici, della creatività e della suggestione.
Denomino questa dimensione umana con l’appellativo di anima psicologica. In particolare l’inconscio è la parte della anima psicologica che sfugge al controllo della volontà e della razionalità. L’inconscio è concepito in modo diverso dai vari studiosi ma è comunque la parte più misteriosa e insondabile della dimensione terrena. Nel concetto di “psiche” molti filosofi o movimenti materialisti hanno concentrato tutto l’essere umano. In questa visione l’uomo non ha sopravvivenza, non ha trascendenza e tutto finisce con la morte del corpo.
Secondo la fede cristiana, San Paolo distingue fra “anima” e “spirito” salvaguardando sempre l’unione, in ogni persona, delle due realtà. In concreto si distingue fra anima (come principio che anima il corpo) e spirito (principio che unisce l’uomo a Dio) che sono in ogni individuo, unici.
All’ordine superiore (nel senso di creatura di Dio, forma dell’uomo) appartiene invece l’anima spirituale che, per i credenti, è il principio di vita donato da Dio e destinata alla vita eterna. “L’anima spirituale” è la parte di noi che sopravvive in eterno. L’uomo con la sua libera scelta può aderire al progetto di Dio e può aprirsi alla sua Grazia; trasforma cioè la sua vita usando “l’anima psicologica” in modo intelligente come strumento di crescita per aderire ad una vera spiritualità che prescinde da una creatività deteriore. “L’anima psicologica” e quella “spirituale” sono, nel mio pensiero, un tutt’uno di inscindibile” al cui centro esiste l’anima spirituale come essenza superiore che non partecipa ai progressi psicofisiologici ma che riflette la sua luce sull’anima psicologica. Questa è la protagonista delle esperienze esistenziali subendo in tal modo le conseguenze dei “traumi psicologici”, dei conflitti “inconsci”, dei “drammi della follia”, dell’emotività, degli stati di morte ed è la zona umana in cui hanno vita gli stimoli esistenziali che poi si traducono in impulsi originari inconsci cioè nel fattore di comunicazione.
Dunque “l’anima psicologica” è il crogiolo dei fatti psicomiletici che rispondono ai bisogni emotivi, patologici dell’essere umano e che perciò non hanno niente a che fare con la sfera spirituale.
 

NUOVE FRONTIERE DELLA PSICHE

L’unica alternativa alle ipotesi culturali (spiritica, magica, spiritualistica, ecc.) per spiegare i fatti psicomiletici è un modello scientifico la cui esposizione è stata fatta parzialmente nelle pagine precedenti. Un “modello scientifico” è un contenitore che si deve adattare perfettamente a tutta la fenomenologia. Nell’esposizione che ho fatto mancano ancora spazio perché il contenitore sia formato. Sono spazi che accenno solo per una necessaria sintesi rimandando al mio “Manuale di parapsicologia” chi ne fosse interessato. Si devono presupporre due zone psichiche: una individuale e una di carattere collettivo.
La prima è facilmente e prestamente individuata in un Io inconscio intelligente e patologico che possa produrre una attività psichica intelligente inconscia. Questa si individua in una “dissociazione” più o meno marcata a seconda dei casi. Questa zona, che corrisponde a quella ben conosciuta in psicopatologia, emerge quando si verificano autentici fatti psicomiletici ma si trova anche (a parte le patologia veramente tali) nei fatti valutati erroneamente come psicomiletici in quanto corrispondono solo ad una creatività. Valga per tutti la scrittura automatica che di per sé è solo un fatto creativo in stato di dissociazione più o meno palese ma che può condurre a fenomeni veramente psicomiletici (che corrispondo a precisi “stimoli esistenziali” come conflitto personale o a situazioni di credenza culturale).
La seconda zona psichica è di carattere collettivo e parte dalla raffigurazione della psiche umana come un’isola che emerge sopra al mare alla luce del sole (coscienza). L’isola è costituita da un corpo continuo, una basa che si inabissa nel mare e man mano che si immerge si allontana dalla luce e tutto diventa più oscuro (passaggio dall’io cosciente all’inconscio). Fin qui lo schema è classico.
Il modello si struttura poi sulla casistica storica, sull’esperienza di studio dell’autore, sui fatti vissuti personalmente dallo stesso e ipotizza tre tipi di “legami” che uniscono queste isole. Tre legami che sono definiti simbolicamente “l’Acqua”, “il Limo”, “la Terra”.

1)  L’Acqua che unisce idealmente dalla superficie fino al fondo, cioè dalla coscienza fino all’inconscio profondo, ma nello stesso tempo separa.
“L’Acqua rappresenta lo psichismo generale inconscio che separa i singoli corpi, le basi profonde (inconsci individuali) ed ha le caratteristiche seguenti:
? Non è collettivo e “non” costituisce un’entità unica che annullerebbe la singolarità degli inconsci individuali. Lo psichismo generale separa ma all’occorrenza collega. Collega quando dall’inconscio individuale (isola) parte un “impulso originario inconscio” (F. di C.) che è attivato da uno “stimolo esistenziale”. Il F. di C. è la vera essenza del fenomeno paranormale.
? Non è dinamico perché non collega stabilmente le une alle altre psichi. Questo risponde all’esigenza naturale di evitare l’interferenza reciproca con un flusso continuo di informazioni. Lo “psichismo generale inconscio” diventa dinamico solo quando si attuano i presupposti di una comunicazione.
2)  Il Limo che è un sottile strato che unisce alle radici le isole, unisce con la stessa debolezza con cui lo può fare il fragile velo del ricordo.
“Il Limo rappresenta l’archivio del passato cosciente ora diventato inconscio, cioè i vissuti di generazioni passate, il relitto della psiche dei defunti. Si tratta di un archivio inconscio da cui si può attingere informazioni a livello inconscio come lo si potrebbe da un archivio fotografico, cioè in modo piatto e impersonale. Questo è anche il caso delle presunte rivelazioni dei defunti in seduta medianica. È evidente che il tutto è vivificato dall’Io inconscio intelligente, cioè dalla dissociazione della personalità del medium.
3)  La Terra, che è il legame veramente comune che unisce tutte le isole in profondità, può essere “l’inconscio collettivo archetipico” di Jung.

IL FATTO PSICOCINETICO,
FIGLIO NEVROTICO DELLA PSICHE

Il fatto psicocinetico è solo una delle distinzioni dei fenomeni psicomiletici che si estrinseca tramite azione sulla materia ed è solo un mezzo di comunicazione tramite il quale il soggetto esteriorizza una esperienza che è un segno di sofferenza o sofferenza sublimata a livello inconscio.
La comunicazione avviene con il linguaggio del simbolo e cioè con l’azione sulla materia. Possiamo individuare “situazioni a rischio” di possibili manifestazioni psicocinetiche.
? Il medium, afflitto da desiderio di affermazione (mascherata spesso da una missionarietà misticoide), trova nelle credenze spiritiche il modo di soddisfare “all’intimo desiderio” di potenza e poi anche a quello di avere un approccio naturalistico. Il desiderio di potenza è esaurito dall’importanza di essere “mezzo” di comunicazione fra il presunto mondo degli spiriti e quello dei viventi. In questo contesto l’apporto di oggetti costituisce la prova mediante cui il medium comunica simbolicamente agli adepti: “credete in me”.
? Nel poltergeist l’adolescente nevrotico che odia l’ambiente che lo comprime, scatena verso questo la sua aggressività e comunica la propria richiesta di soccorso tramite la simbologia psicocinetica scatenando quel complesso di fenomeni che comunemente assume il nome sopracitato.
? Il soggetto che ha subito un lutto e vive un Dio magico che pare sordo alle sue preghiere di avere prove della sopravvivenza, si fabbrica inconsciamente da sé le prove di “registrazione delle voci dei defunti” o psicofonia. Il motivo profondo è il bisogno di comunicare a sé stesso e agli altri la speranza della sopravvivenza.
? Nella presunta possessione diabolica l’invasato proietta nel mondo oggettivo un messaggio di odio e di richiesta di libertà.
? Nel mistico, che pare abbia problemi oggettivi nel conci-liare la propria interiorità con la realtà esterna, cioè soffre di una frattura nevrotica, La strada verso la santità è più faticosa e senz’altro più meritevole (Grazia divina a part la posizione eroica di fede con la quale affronta i problemi dell’esistenza può portare al fatto psicocinetico che è una comunicazione inconscia della propria posizione di fede. Si noti che il fatto psicomiletico compete all’essere umano in quanto affetto da problemi esistenziali e nevrotici e vive in un clima di conflitto e non in quanto mistico e santo.

L’INTEGRAZIONE PSICHICA

“L’integrazione psichica” costituisce il primo gradino dei fenomeni psicomiletici ed è comunemente confusa con la telepatia. È invece una specie di “comunione psichica” che si realizza come comunicazione interpersonale altamente motivata in cui la persona apre tutti i suoi canali inconsci alla “percezione”. I risultati, comunque, possono essere diversi qualitativamente a seconda del coinvolgimento più o meno intenso. La casistica che ho esposto nel mio libro “Guarire con la pranoterapia” (a cui rimando) riguarda le situazioni analitiche, lo spiritismo, l’ipnosi, certe situazioni cliniche dell’infanzia, la diade madre-infante.

Il fenomeno soggiace a tre regole:
1)  È normalmente temporaneo ed esige la presenza delle persone nello stesso ambiente. Altrimenti si può parlare di telepatia.
2)  La sua attuazione dipende dalle dinamiche inconsce che sono attivate da una serie di input di cui ho già trattato e che costituiscono lo “stimolo esistenziale”.
3)  Nel rapporto interpersonale o di un gruppo esiste sempre un leader che inconsciamente detta le proprie risposte, motivazioni, suggestioni che diventano le “certezze” per l’altro o per gli altri.

PRECOGNIZIONE: POSSIBILITÀ PIÙ PROBABILE

Ho accennato all’impossibilità dell’impulso originario inconscio (F. di C.) di spostarsi nella dimensione tempo. Malgrado ciò il “fattore di comunicazione” rimane però la base del divenire o del passato degli eventi.
Dall’esame della casistica emerge una “relativa” prevedibilità del futuro prossimo a sprazzi di escursione sul passato. A volte tutto ciò è singolarmente preciso ma più spesso queste precognizioni e retrocognizioni perdono di precisione man mano che aumenta l’intervallo di tempo da oggi. Denomino evanescenza questa caratteristica.
Si considera tradizionalmente che la “precognizione” sia la percezione di un effetto che precede la causa. Sostengo invece che la precognizione sia l’effetto di cause ben precise che sono percepite inconsciamente e statisticamente dall’essere umano. Ciò toglie la drammaticità di una cieca precognizione che grava come una maledizione sul destino dell’uomo.
Nello “psichismo generale inconscio” esistono tutte le nostre esperienze, pensieri, progetti, determinazioni, speranza, paure. Esistono cioè i “germi del futuro” liberamente fluttuanti in attesa di una loro combinazione.
L’inconscio umano percepisce le informazioni che sono fornite dal F. di C., ne attua un processo di sintesi rilevando la possibilità più probabile. Dunque la precognizione è una elaborazione statistica dell’inconscio umano sulla base degli eventi già in germe. La precognizione è, di conseguenza, un effetto delle azioni dell’essere umano.
La “retrocognizione” relativa a “pseudo” rivelazioni di defunti si riduce ad essere un fatto di comunicazione in conscia fra la psiche dell’essere umano vivente e il “Limo”, cioè la comunicazione “pseudo-temporale che in realtà attua nel tempo presente perché il “Limo” è nel nostro tempo.
Resta aperto il problema del controllo dei presunti fatti retrocognitivi. Se questi lo sono su base di documenti ne conseguirebbe che, essendo l’informazione compresa nell’essere di oggi, i fatti ricadrebbero nella dinamica del F. di C.
Il modello psicomiletico si presenta perciò come innovatore rispetto alla parapsicologia tradizionale, non solo per il concetto di precognizione che cambia totalmente volto, ma anche per l’unificazione delle varie fenomenologie nel F. di C. e nella individuazione di cause ben precise ad ogni evento. La difficile ripetibilità dei fenomeni pone fuori dai tradizionali canoni galileiani come ne sono fuori le discipline che trattano dalla psiche con termini non farmacologici. Ad esempio la psicologia clinica non può ripetere a bacchetta casi clinici come lo è nella fisica.
Rimangono comunque ignote le meccaniche energetiche fisiche che sono innescate dal F. di C.

CONDIZIONI AFFINCHÉ UN FENOMENO SIA DEFINITO PSICOMILETICO

1)  Intervento dell’essere vivente escludendo l’ipotesi spiritica.
2)  Inspiegabilità mediante le conoscenze scientifiche le quali sono contraddette sui seguenti punti:
?  Un essere vivente può acquisire una informazione dal mondo esterno prescindendo di cinque sensi.
?  Si può influire sullo stato di quiete e di moto di un oggetto o di un sistema fisico, senza l’applicazione di una forza conosciuta.
3)  L’assenza di frode cosciente o inconscia.
4)  Una controllabilità spazio-temporale definita.

Chiudendo questa sintesi del mio Manuale di Parapsicologia devo essere grato a Piero Cassoli e al compianto Emilio Servadio senza i cui studi non avrei trovato le basi per elaborare questo modello. Il modello è stato poi sviluppato e applicato a casi concreti:
 

Bibliografia:

A. Pavese, Manuale di Parapsicologia, Ed. PIEMME,
Casale Monferrato, 1989. Handbuch der Parapsycologie, Pattloch, Verlag, Augsburg 1992. Manual de Parapsicologia, San Pablo, Santafe de Bogotà, D.C. Colombia, 1994.
A. Pavese, Guarire con la Pranoterapia, Ed. PIEMME,
Casale Monferrato, 1990.
A. Pavese, Sai Baba, anatomia del “Nuovo Cristo” e dei suoi
miracoli attraverso la psicologia del profondo, la parapsicologia e la fede cristiana.
A.  Pavese, Grande Inchiesta sulla Magia in Italia (Come difen-dersi dai Maghi) Ed. PIEMME, Casale Monferrato, 1994, 1995.



 

 

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